Dallo studio della piorrea una terapia per l’Alzheimer

Che la piorrea, più propriamente detta parodontite, sia un importante fattore di rischio per l’insorgenza di altre malattie, è noto da tempo. Infatti la piorrea è legata all’insorgenza di aterosclerosi e malattie cardiovascolari, complicanze durante la gravidanza, diabete. Più recentemente è stata riscontrata l’associazione tra piorrea e malattia di Alzheimer. Il batterio chiave responsabile della insorgenza della piorrea è il Porphyromonas gingivalis. La presenza di P. gingivalis aumenta l’accumulo nel cervello di beta-amiliode e grovigli di proteina Tau, aspetti che caratterizzano la malattia di Alzheimer. In un recente articolo scientifico , pubblicato su di una importante rivista, è stato evidenziato come questo batterio e alcuni suoi fattori di virulenza siano presenti in quantità maggiore nei cervelli e nel liquido spinale delle persone malate di Alzheimer. Un ruolo chiave sembra essere giocato proprio da alcuni fattori di virulenza, noti come RgpA, RgpB and Kgp, appartenenti alla famiglia denominata gingipains. È stato dimostrato come nel topo l’infezione con P. gingivalis provochi lesioni simili a quelle riscontrate nei pazienti affetti da Alzheimer e. soprattutto, come alcune molecole sviluppate per inibire l’azione della gingipains siano protettive nei confronti del cervello.
La notizia di questi giorni è che è partito il reclutamento per un trial clinico che mira a reclutare 570 soggetti in 90 centri di ricerca in USA e Europa. Lo scopo di questo studio è valutare la tossicità e l’efficacia di questo nuovo farmaco, denominato COR388. I primi risultati sono attesi per il 2021. Se questo trial clinico dovesse dare i risultati sperati, si aprirebbero scenari importanti per la terapia di questa malattia.


La malattia di Alzheimer colpisce più di 40 milioni di persone al mondo e circa un milione in Italia. L’impatto per i malati, i loro familiari e la società è altissimo ed enormi sono le implicazioni economiche di questa malattia. Siamo in una fase assolutamente precoce nello sviluppo di una possibile terapia, per cui non è opportuno abbandonarsi a facili entusiasmi. Di una cosa però abbiamo già la certezza: la salute orale è strettamente correlata alla salute generale e prendersi cura della propria bocca e di quella dei propri cari, come i figli, dovrebbe essere impegno di tutti, pazienti e operatori sanitari.

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