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L’Agenzia delle Entrate ha da poco pubblicato un aggiornamento della sua Guida alle Agevolazioni fiscali per spese sanitarie, e sebbene manchi ancora qualche mese alla presentazioni della Dichiarazioni dei Redditi del 2023, è bene arrivare preparati e con tutte le carte in regola. Vediamo allora quali sono le regole generali, per poi vedere più nel dettaglio le spese che riguardano le prestazioni odontoiatriche.

Regole generali

  • Per usufruire delle detrazioni è necessario, anzitutto, indicare le spese nella dichiarazione dei redditi e documentarle adeguatamente. Di conseguenza, i pagamenti in contanti non possono essere presi in considerazione, ma solo quelli tracciabili.
  • Fatture, ricevute fiscali e scontrini “parlanti” devono essere conservati per almeno 5 anni.
  • Le detrazioni possono essere fruite solo se le spese restano effettivamente a carico di chi le ha sostenute oppure per i familiari fiscalmente a carico.

Come funziona?

È possibile portare in detrazione dall’Irpef il 19% delle spese sanitarie per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro, la cosiddetta franchigia. In sostanza, la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11 euro. Facciamo un esempio: se in anno puoi dimostrare, attraverso fatture e scontrini tracciabili, di aver speso 1000€ per motivi sanitari, avrai diritto alla seguente detrazione:

1000 – 129,11 = 870,89


19% di 870,89 = 165,47€

Ricordiamo che una detrazione è cosa diversa da una deduzione: questa si applica al reddito complessivo, e dà come risultato una base imponibile da cui partire per il calcolo dell’imposta sul reddito. La detrazione si applica direttamente sull’imposta riducendone il valore finale.

Quali spese si possono detrarre?

Le spese per le quali si ha diritto alla detrazione Irpef (19%) sono quelle relative a:

  •  prestazioni rese da un medico generico (incluse quelle per visite e cure di medicina omeopatica)
  •  acquisto di medicinali (anche omeopatici) da banco e con ricetta medica
  •  prestazioni specialistiche
  •  analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie
  •  prestazioni chirurgiche
  •  ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici
  •  trapianto di organi
  •  cure termali (escluse le spese di viaggio e soggiorno)
  •  acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie (comprese le protesi sanitarie).

Le spese odontoiatriche?

Le cure dentistiche rientrano nel novero delle prestazioni specialistiche. Ma affinché la spesa possa considerarsi detraibile, la natura sanitaria della prestazione deve risultare dalla descrizione indicata nella fattura in modo univoco, così da escludere, per esempio, quelle di natura meramente estetica o comunque non sanitaria. Verificate dunque che il vostro dentista specifichi sempre in fattura la natura dell’intervento svolto. Se questo non risulta, occorre chiedere l’integrazione della fattura al medico che l’ha emessa.

In aggiunta alle prestazioni sanitarie, sono inoltre detraibili:

  • Acquisto di protesi, con scontrino o fattura da cui risulti chi sostiene la spesa, la descrizione del dispositivo, anche mediante i codici AD o PI (la generica dicitura “dispositivo medico” non consente la detrazione)
  • Manutenzione delle protesi, con fattura rilasciata da autorizzati all’esercizio dell’arte ausiliaria della professione medica (in questo caso, odontotecnici)
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