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	Commenti per Studio Dr. Emilio Corvino	</title>
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	<description>Dentista in Borgo San Lorenzo</description>
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		<title>
		Commenti su Le devitalizzazioni provocano il cancro? Verità o bufala? di Stefano		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2015/04/20/le-devitalizzazioni-provocano-il-cancro-verita-o-bufala/#comment-282</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2016 15:30:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il collega probabilmente mettere al sicuro da qualsiasi fonte di possibile &quot;inquinamento&quot; batterico non indispensabile.
In questo senso i denti (devitalizzati) possono non essere ritenuti indispensabili.
Però anche gli impianti possono portare infezioni...
Quindi dentiere? Beh quelle sono associate a rischio cancro orale...

Rimangono le linee guida del Ministero della Salute derivate dalle revisioni sistematiche della letteratura e non da 3 articoli (interpretabili) in croce, le quali per tutelare la nostra salute dicono di mantenere i denti...
Certo è un atteggiamento antieconomico per la nostra lobby di curanti, ma lo stato difende i suoi cittadini anche da noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il collega probabilmente mettere al sicuro da qualsiasi fonte di possibile &#8220;inquinamento&#8221; batterico non indispensabile.<br />
In questo senso i denti (devitalizzati) possono non essere ritenuti indispensabili.<br />
Però anche gli impianti possono portare infezioni&#8230;<br />
Quindi dentiere? Beh quelle sono associate a rischio cancro orale&#8230;</p>
<p>Rimangono le linee guida del Ministero della Salute derivate dalle revisioni sistematiche della letteratura e non da 3 articoli (interpretabili) in croce, le quali per tutelare la nostra salute dicono di mantenere i denti&#8230;<br />
Certo è un atteggiamento antieconomico per la nostra lobby di curanti, ma lo stato difende i suoi cittadini anche da noi.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
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		<title>
		Commenti su Le devitalizzazioni provocano il cancro? Verità o bufala? di admin		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2015/04/20/le-devitalizzazioni-provocano-il-cancro-verita-o-bufala/#comment-144</link>

		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2015 22:59:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile (?) collega,
sinceramente non capisco di cosa dovrebbero convincermi i link agli articoli da te postati.
Il primo mette in correlazione la presenza di lesioni periradicolari rediograficamente rilevabili con il rischio di patologia coronarica e non il trattamento endodontico in quanto tale e patologia coronarica. Quindi caso mai dovrebbe essere un articolo a supporto del trattamento delle lesioni, cosa che avviene appunto tramite la terapia endodontica, intesa come terapia ortograda, ritrattamento ortograto o endodonzia chirurgica.
il secondo dimostra la presenza di DNA di Chlamydia, di parodontopatogeni e streptococchi orali in placche aterosclerotiche, nonchè l&#039;associazione tra lesioni periapicali e tale presenza. Anche in questo caso non è rilevata associazione tra i trattamenti endodontici in quanto tali e il rischio cardiovascolare, quindi restano valide le conclusioni di cui sopra.
Il terzo associa il rischio cardiovascolare al numero di  terapie endodontiche riferite dai pazienti stessi, senza nessun tipo di valutazione radiografica delle stesse, nemmeno quindi della loro reale esistenza, 
Nella mia pratica clinica per fortuna il trattamento endodontico non si identifica con la lesione periapicale, voglio immaginare che ciò non avvenga nemmeno nella tua. 
Sappiamo bene che nelle placche aterosclerotiche sono stati innanzitutto individuati i patogeni parodontali e che la parodontite è associata ad aumentato rischio cardiovascolare e complicanze ginecologiche. Quali ritieni sia il giusto approccio terapeutico, estrarre tutti i denti affetti da parodontite o da carie penetrante e magari sostituirli con impianti?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile (?) collega,<br />
sinceramente non capisco di cosa dovrebbero convincermi i link agli articoli da te postati.<br />
Il primo mette in correlazione la presenza di lesioni periradicolari rediograficamente rilevabili con il rischio di patologia coronarica e non il trattamento endodontico in quanto tale e patologia coronarica. Quindi caso mai dovrebbe essere un articolo a supporto del trattamento delle lesioni, cosa che avviene appunto tramite la terapia endodontica, intesa come terapia ortograda, ritrattamento ortograto o endodonzia chirurgica.<br />
il secondo dimostra la presenza di DNA di Chlamydia, di parodontopatogeni e streptococchi orali in placche aterosclerotiche, nonchè l&#8217;associazione tra lesioni periapicali e tale presenza. Anche in questo caso non è rilevata associazione tra i trattamenti endodontici in quanto tali e il rischio cardiovascolare, quindi restano valide le conclusioni di cui sopra.<br />
Il terzo associa il rischio cardiovascolare al numero di  terapie endodontiche riferite dai pazienti stessi, senza nessun tipo di valutazione radiografica delle stesse, nemmeno quindi della loro reale esistenza,<br />
Nella mia pratica clinica per fortuna il trattamento endodontico non si identifica con la lesione periapicale, voglio immaginare che ciò non avvenga nemmeno nella tua.<br />
Sappiamo bene che nelle placche aterosclerotiche sono stati innanzitutto individuati i patogeni parodontali e che la parodontite è associata ad aumentato rischio cardiovascolare e complicanze ginecologiche. Quali ritieni sia il giusto approccio terapeutico, estrarre tutti i denti affetti da parodontite o da carie penetrante e magari sostituirli con impianti?</p>
]]></content:encoded>
		
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		<title>
		Commenti su Le devitalizzazioni provocano il cancro? Verità o bufala? di Maurizio Pedone		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2015/04/20/le-devitalizzazioni-provocano-il-cancro-verita-o-bufala/#comment-142</link>

		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Pedone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2015 13:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[http://jdr.sagepub.com/content/85/11/996
http://circ.ahajournals.org/content/127/11/1219.long
http://jada.ada.org/article/S0002-8177%2814%2964503-7/abstract

informati prima di sentirti così sicuro di ciò che scrivi e magari prima di sottoporre te stesso o qualche tuo familiare a pratiche endodontiche.
ossequi
maurizio pedone]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://jdr.sagepub.com/content/85/11/996" rel="nofollow ugc">http://jdr.sagepub.com/content/85/11/996</a><br />
<a href="http://circ.ahajournals.org/content/127/11/1219.long" rel="nofollow ugc">http://circ.ahajournals.org/content/127/11/1219.long</a><br />
<a href="http://jada.ada.org/article/S0002-8177%2814%2964503-7/abstract" rel="nofollow ugc">http://jada.ada.org/article/S0002-8177%2814%2964503-7/abstract</a></p>
<p>informati prima di sentirti così sicuro di ciò che scrivi e magari prima di sottoporre te stesso o qualche tuo familiare a pratiche endodontiche.<br />
ossequi<br />
maurizio pedone</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La scomparsa di Per-Ingvar Brånemark padre dell&#8217;implantologia moderna di admin		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/12/22/scomparsa-per-ingvar-branemark-padre-dellimplantologia-moderna/#comment-110</link>

		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2014 23:17:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Salve,
non mi sembra di aver scritto che fu il primo ad utilizzare il titanio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salve,<br />
non mi sembra di aver scritto che fu il primo ad utilizzare il titanio.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La scomparsa di Per-Ingvar Brånemark padre dell&#8217;implantologia moderna di Marco		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/12/22/scomparsa-per-ingvar-branemark-padre-dellimplantologia-moderna/#comment-106</link>

		<dc:creator><![CDATA[Marco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Dec 2014 22:02:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A me risulta che autori italiani abbiano ben prima di lui utilizzato


impianti in titanio. ... ma è una vecchia polemica .
Marco bellina
Inviato da Tablet]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A me risulta che autori italiani abbiano ben prima di lui utilizzato</p>
<p>impianti in titanio. &#8230; ma è una vecchia polemica .<br />
Marco bellina<br />
Inviato da Tablet</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su Un impianto dentale è per sempre? di Stefano Camoni		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/10/20/impianto-dentale-e-per-sempre/#comment-89</link>

		<dc:creator><![CDATA[Stefano Camoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Dec 2014 11:13:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Stravero, purtroppo l&#039;industria cerca di far passare l&#039;idea che sia solo il prodotto a determinare il successo e non l&#039;uso che ne facciamo. Le garanzie riguardano le parti meccaniche ma decadono se non si fanno tagliandi, e di certo nessuno garantisce un auto se non cambi olio, filtri o la usi in genere male. Eppure si pretende anche questo oggigiorno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stravero, purtroppo l&#8217;industria cerca di far passare l&#8217;idea che sia solo il prodotto a determinare il successo e non l&#8217;uso che ne facciamo. Le garanzie riguardano le parti meccaniche ma decadono se non si fanno tagliandi, e di certo nessuno garantisce un auto se non cambi olio, filtri o la usi in genere male. Eppure si pretende anche questo oggigiorno.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La macchina che devitalizza i denti di Emanuele Ambu		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/06/02/macchina-che-devitalizza-i-denti/#comment-14</link>

		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Ambu]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 11:06:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho testato diversi dispositivi lasciati in prova da vari &quot;inventori&quot;. Le conclusioni (di lavori randomizzati e controllati) sono stati sempre le stesse... ovvero non funzionano. La detersione in endodonzia è una parte del trattamento, sicuramente la più importante, ma non può essere affidata ad una macchinetta più o meno &quot;miracolosa&quot;. L&#039;abbattimento riscontrato in questa tesi di fatto è ridicolo se consideriamo che la quantità enorme di batteri residua ritornerà entro poche ore al livello iniziale (come da me pubblicato in Letteratura internazionale)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho testato diversi dispositivi lasciati in prova da vari &#8220;inventori&#8221;. Le conclusioni (di lavori randomizzati e controllati) sono stati sempre le stesse&#8230; ovvero non funzionano. La detersione in endodonzia è una parte del trattamento, sicuramente la più importante, ma non può essere affidata ad una macchinetta più o meno &#8220;miracolosa&#8221;. L&#8217;abbattimento riscontrato in questa tesi di fatto è ridicolo se consideriamo che la quantità enorme di batteri residua ritornerà entro poche ore al livello iniziale (come da me pubblicato in Letteratura internazionale)</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La macchina che devitalizza i denti di Gabriele Rossi		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/06/02/macchina-che-devitalizza-i-denti/#comment-13</link>

		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 05:16:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Gentile neo Dottoressa. Davvero mi riesce difficile comprendere il reale significato di questa scoperta e il messaggio che viene trasmesso nel video (&quot;i denti devitalizzati in mezz&#039;ora&quot;) è davvero penoso per gli specialisti in questa disciplina tanto impegnativa.
Non lo capisco perché non viene spiegato nulla relativamente al fatto se serva o no trovare una lunghezza di lavoro e se serva o meno sagomare i canali in modo da facilitare la penetrazione degli irriganti della macchina.
Perché se serve fare queste procedure, che sono la vera sfida delle terapie canalari, questa macchina entra in competizione con i vari EndoVac, EndoActivator, ultrasuoni: ossia si tratta di un attivatore di irriganti! Bella cosa, ce ne sono tanti di prodotti e tutti hanno dimostrato che in mezz&#039;ora di ipoclorito in un canale strumentato correttamente si ottiene una riduzione batterica simile a quella da lei descritta.
Al contrario se non servisse sagomare i canali, mi chiedo come mai possano essere otturati questi canali, tanto sterili quanto destinati a ricolonizzarsi.
Saranno stati anche pochi minuti, ma il messaggio è chiaro e deprimente, quasi quanto Moreno Morello.
Saluti

Gabriele Rossi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile neo Dottoressa. Davvero mi riesce difficile comprendere il reale significato di questa scoperta e il messaggio che viene trasmesso nel video (&#8220;i denti devitalizzati in mezz&#8217;ora&#8221;) è davvero penoso per gli specialisti in questa disciplina tanto impegnativa.<br />
Non lo capisco perché non viene spiegato nulla relativamente al fatto se serva o no trovare una lunghezza di lavoro e se serva o meno sagomare i canali in modo da facilitare la penetrazione degli irriganti della macchina.<br />
Perché se serve fare queste procedure, che sono la vera sfida delle terapie canalari, questa macchina entra in competizione con i vari EndoVac, EndoActivator, ultrasuoni: ossia si tratta di un attivatore di irriganti! Bella cosa, ce ne sono tanti di prodotti e tutti hanno dimostrato che in mezz&#8217;ora di ipoclorito in un canale strumentato correttamente si ottiene una riduzione batterica simile a quella da lei descritta.<br />
Al contrario se non servisse sagomare i canali, mi chiedo come mai possano essere otturati questi canali, tanto sterili quanto destinati a ricolonizzarsi.<br />
Saranno stati anche pochi minuti, ma il messaggio è chiaro e deprimente, quasi quanto Moreno Morello.<br />
Saluti</p>
<p>Gabriele Rossi</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La macchina che devitalizza i denti di admin		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/06/02/macchina-che-devitalizza-i-denti/#comment-12</link>

		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 21:54:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://www.emiliocorvino.it/2014/06/02/macchina-che-devitalizza-i-denti/#comment-11&quot;&gt;Dott.ssa Francesca Giuliodori&lt;/a&gt;.

Gentile Collega,
innanzitutto la ringrazio per il suo intervento e per aver puntualizzato la sua posizione. Mi rendo conto che in due minuti di servizio non sia possibile comunicare tutte le informazioni necessarie, come mi rendo conto che l’intervistato non abbia il controllo su quello che è il risultato finale del servizio, ma sono assolutamente convinto che l’informazione debba essere comunque chiara, seppur concisa. Nel servizio viene presentata l’invenzione, ma non viene detto che il servizio è finalizzato a trovare eventuali investitori per lo sviluppo e la commercializzazione della stessa. Era intuibile e lei me lo conferma. 
La frase &lt;em&gt;“tutti i denti sono stati salvati&lt;/em&gt;”, presuppone un risultato clinico e non può essere certo utilizzata per descrivere un risultato istologico o microbiologico su dei denti estratti (fase 0 o preclinica),  tanto più che nel servizio questo non viene specificato. Come ho già scritto, in base alla documentazione che ho avuto modo di leggere, non sappiamo nemmeno se questa macchina è sicura, nel senso della “safety”, che viene appunto valutata nella fase I di una sperimentazione clinica. Ad esempio che gli irriganti utilizzati non fuoriescano dall’apice è solo ed esclusivamente una supposizione, non essendo stata sperimentata in vivo.
Gli studi &lt;em&gt;in vitro&lt;/em&gt;, seppur indispensabili, sono solo il &lt;a href=&quot;http://library.downstate.edu/EBM2/pyramid12.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;primo gradino di quel percorso &lt;/a&gt;che secondo i principi della &lt;a href=&quot;http://www.bmj.com/content/312/7023/71&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Evidence Based Medicine&lt;/a&gt; possono permettere di affermare che uno strumento, un farmaco o una tecnica permettono di ottenere il 100% di successo. Anzi, per quel che ne so, ad oggi non esiste farmaco, trattamento medico o trattamento chirurgico che abbia dimostrato di ottenere il 100% di successo con lo 0% di complicanze.
Concludo augurando a lei e all&#039;Ingegner Riva di trovare i fondi necessari per portare avanti la sperimentazione di questa interessante apparecchiatura.
Emilio Corvino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://www.emiliocorvino.it/2014/06/02/macchina-che-devitalizza-i-denti/#comment-11">Dott.ssa Francesca Giuliodori</a>.</p>
<p>Gentile Collega,<br />
innanzitutto la ringrazio per il suo intervento e per aver puntualizzato la sua posizione. Mi rendo conto che in due minuti di servizio non sia possibile comunicare tutte le informazioni necessarie, come mi rendo conto che l’intervistato non abbia il controllo su quello che è il risultato finale del servizio, ma sono assolutamente convinto che l’informazione debba essere comunque chiara, seppur concisa. Nel servizio viene presentata l’invenzione, ma non viene detto che il servizio è finalizzato a trovare eventuali investitori per lo sviluppo e la commercializzazione della stessa. Era intuibile e lei me lo conferma.<br />
La frase <em>“tutti i denti sono stati salvati</em>”, presuppone un risultato clinico e non può essere certo utilizzata per descrivere un risultato istologico o microbiologico su dei denti estratti (fase 0 o preclinica),  tanto più che nel servizio questo non viene specificato. Come ho già scritto, in base alla documentazione che ho avuto modo di leggere, non sappiamo nemmeno se questa macchina è sicura, nel senso della “safety”, che viene appunto valutata nella fase I di una sperimentazione clinica. Ad esempio che gli irriganti utilizzati non fuoriescano dall’apice è solo ed esclusivamente una supposizione, non essendo stata sperimentata in vivo.<br />
Gli studi <em>in vitro</em>, seppur indispensabili, sono solo il <a href="http://library.downstate.edu/EBM2/pyramid12.jpg" target="_blank" rel="nofollow">primo gradino di quel percorso </a>che secondo i principi della <a href="http://www.bmj.com/content/312/7023/71" target="_blank" rel="nofollow">Evidence Based Medicine</a> possono permettere di affermare che uno strumento, un farmaco o una tecnica permettono di ottenere il 100% di successo. Anzi, per quel che ne so, ad oggi non esiste farmaco, trattamento medico o trattamento chirurgico che abbia dimostrato di ottenere il 100% di successo con lo 0% di complicanze.<br />
Concludo augurando a lei e all&#8217;Ingegner Riva di trovare i fondi necessari per portare avanti la sperimentazione di questa interessante apparecchiatura.<br />
Emilio Corvino</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Commenti su La macchina che devitalizza i denti di Dott.ssa Francesca Giuliodori		</title>
		<link>https://www.emiliocorvino.it/2014/06/02/macchina-che-devitalizza-i-denti/#comment-11</link>

		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Giuliodori]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 07:00:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.emiliocorvino.it/?p=484#comment-11</guid>

					<description><![CDATA[Gentile Collega,
ho letto con interesse i commenti che ha formulato dopo aver visto il servizio di Striscia la Notizia e dopo aver letto con interesse la mia tesi di laurea riguardante la macchina che devitalizza i denti in maniera automatica.
Mi è d’obbligo a questo punto fare personalmente delle precisazioni per evitare ulteriori malintesi. Innanzitutto voglio precisare che la trasmissione si basa sul diffondere in pochissimi minuti delle notizie che possano andare a stimolare la curiosità degli ascoltatori che potranno poi approfondire personalmente gli argomenti se veramente interessati. Pertanto nell’intervista sia io che l’Ing. Riva e grazie alla bravura del giornalista Moreno Morello abbiamo cercato di sintetizzare gli aspetti salienti dell’invenzione con lo scopo, come si evince alla fine del servizio, di trovare qualcuno o meglio qualche azienda che si possa far carico degli sviluppi successivi di questa metodica. Infatti, come Lei giustamente ha sottolineato, la tesi di laurea è stata discussa nella sessione invernale 2006-2007 e da allora si sta cercando autonomamente qualcuno, non solo a livello nazionale ma anche internazionale,  interessato a verificare se questa apparecchiatura, che ha portato per ora dei buoni risultati, può avere qualche sviluppo commerciale e quindi clinico. 
Per quanto riguarda il numero dei denti, non credo che ci sia molta differenza tra dire 60 denti trattati piuttosto che 58, anche perché è solo ai fini della analisi statistica che nella mia tesi ho riportato i risultati di tali denti; nella realtà infatti, io e l’Ingegnere abbiamo testato la macchina su centinaia di denti arrivando alla conclusione che era statisticamente irrilevante continuare in quanto i denti trattati con il programma definitivo all’analisi al Microscopio Elettronico a Scansione (SEM) erano tutti puliti fino all’apice. Per questo posso continuare ad affermare che con il programma adeguato è possibile “salvare tutti i denti e ottenere quindi il 100% di successo”. Dei denti analizzati poi dal punto di vista microbiologico, è vero che solo un dente alla fine del trattamento risulta privo di batteri, ma in tutti gli altri denti (anche in quelli dove i risultati al SEM non sono incoraggianti)i batteri scendono comunque dell’ordine di 10^6 o 10^7 cfu e questo è un risultato accettabile in quanto neanche con le metodiche tradizionali si può affermare di rendere sterili i canali radicolari. Quello che nella pratica clinica noi dentisti facciamo attualmente non è altro che sagomare e detergere ripetutamente i canali, sperando di abbattere la carica batterica che ha contaminato il dente, cosa che peraltro valutiamo clinicamente solo a distanza dalla nostra seduta di devitalizzazione.
La brevità dell’intervista non ci ha concesso di precisare che la sperimentazione è stata fatta in vitro e non in vivo, cosa che però si può dedurre dal fatto che durante il servizio sono apparse ripetutamente delle foto in cui si vede che tenevamo in mano i denti trattati, che quindi dovevano essere per forza già estratti. Ripeto però che l’obiettivo della nostra intervista è proprio quello di diffondere i risultati incoraggianti di questa metodica sperando che qualche azienda possa continuare la sperimentazione aiutandoci a valutare se è possibile usare la macchina sui pazienti ed arrivare agli stessi risultati. 
Concludo ringraziandoLa per avermi dato la possibilità di fare tutte queste precisazioni che probabilmente erano necessarie e colgo l’occasione per dire che la cosa che personalmente ho imparato da questa mia esperienza è che nel nostro mondo odontoiatrico spesso ricerche o innovazioni importanti non vengono né ascoltate né incoraggiate da chi invece dovrebbe facilitarne e promuoverne la diffusione.
							                                                   Dott.ssa Francesca Giuliodori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Collega,<br />
ho letto con interesse i commenti che ha formulato dopo aver visto il servizio di Striscia la Notizia e dopo aver letto con interesse la mia tesi di laurea riguardante la macchina che devitalizza i denti in maniera automatica.<br />
Mi è d’obbligo a questo punto fare personalmente delle precisazioni per evitare ulteriori malintesi. Innanzitutto voglio precisare che la trasmissione si basa sul diffondere in pochissimi minuti delle notizie che possano andare a stimolare la curiosità degli ascoltatori che potranno poi approfondire personalmente gli argomenti se veramente interessati. Pertanto nell’intervista sia io che l’Ing. Riva e grazie alla bravura del giornalista Moreno Morello abbiamo cercato di sintetizzare gli aspetti salienti dell’invenzione con lo scopo, come si evince alla fine del servizio, di trovare qualcuno o meglio qualche azienda che si possa far carico degli sviluppi successivi di questa metodica. Infatti, come Lei giustamente ha sottolineato, la tesi di laurea è stata discussa nella sessione invernale 2006-2007 e da allora si sta cercando autonomamente qualcuno, non solo a livello nazionale ma anche internazionale,  interessato a verificare se questa apparecchiatura, che ha portato per ora dei buoni risultati, può avere qualche sviluppo commerciale e quindi clinico.<br />
Per quanto riguarda il numero dei denti, non credo che ci sia molta differenza tra dire 60 denti trattati piuttosto che 58, anche perché è solo ai fini della analisi statistica che nella mia tesi ho riportato i risultati di tali denti; nella realtà infatti, io e l’Ingegnere abbiamo testato la macchina su centinaia di denti arrivando alla conclusione che era statisticamente irrilevante continuare in quanto i denti trattati con il programma definitivo all’analisi al Microscopio Elettronico a Scansione (SEM) erano tutti puliti fino all’apice. Per questo posso continuare ad affermare che con il programma adeguato è possibile “salvare tutti i denti e ottenere quindi il 100% di successo”. Dei denti analizzati poi dal punto di vista microbiologico, è vero che solo un dente alla fine del trattamento risulta privo di batteri, ma in tutti gli altri denti (anche in quelli dove i risultati al SEM non sono incoraggianti)i batteri scendono comunque dell’ordine di 10^6 o 10^7 cfu e questo è un risultato accettabile in quanto neanche con le metodiche tradizionali si può affermare di rendere sterili i canali radicolari. Quello che nella pratica clinica noi dentisti facciamo attualmente non è altro che sagomare e detergere ripetutamente i canali, sperando di abbattere la carica batterica che ha contaminato il dente, cosa che peraltro valutiamo clinicamente solo a distanza dalla nostra seduta di devitalizzazione.<br />
La brevità dell’intervista non ci ha concesso di precisare che la sperimentazione è stata fatta in vitro e non in vivo, cosa che però si può dedurre dal fatto che durante il servizio sono apparse ripetutamente delle foto in cui si vede che tenevamo in mano i denti trattati, che quindi dovevano essere per forza già estratti. Ripeto però che l’obiettivo della nostra intervista è proprio quello di diffondere i risultati incoraggianti di questa metodica sperando che qualche azienda possa continuare la sperimentazione aiutandoci a valutare se è possibile usare la macchina sui pazienti ed arrivare agli stessi risultati.<br />
Concludo ringraziandoLa per avermi dato la possibilità di fare tutte queste precisazioni che probabilmente erano necessarie e colgo l’occasione per dire che la cosa che personalmente ho imparato da questa mia esperienza è che nel nostro mondo odontoiatrico spesso ricerche o innovazioni importanti non vengono né ascoltate né incoraggiate da chi invece dovrebbe facilitarne e promuoverne la diffusione.<br />
							                                                   Dott.ssa Francesca Giuliodori</p>
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